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Giulia ci dice...   Quet'anno, noi alunni delle classi terze siamo stati coinvolti in una delle numerose attività interdisciplinari organizzate dalla scuola e tra queste anche un'attività teatrale. Questo progetto, a cui inizialmente tutti abbiamo aderito con grande titubanza, era mirato ad ampliare le nostre abilità espressive al cospetto di un pubblico adulto costituito da genitori, preside, insegnanti e parenti e, visti i risultati, possiamo dire che ci siamo riusciti: tutti quanti, oltre alle parti del copione che ci erano state assegnate, siamo riusciti a presentarci illustrando i nostri hobby e descrivendo con uno, due aggettivi il nostro carattere. L'attività teatrale ha preso inizio nell'ultima settimana di marzo ed è continuata fino agli ultimissimi giorni di scuola, infatti lo spettacolo finale si è tenuto nel tardo pomeriggio di venerdì 6 giugno nella nostra palestra. Il primo incontro con l'operatore teatrale, Cosimo, è stato tutto da ridere, sia per chi lo conosceva già dai tempi delle scuole elementari, sia per chi lo vedeva per la prima volta. Con la sua creatività ci ha resi partecipi di giochi con l'obiettivo di conoscerci: sembrava quasi di essere ritornati al primo giorno di scuola di quasto triennio quando nessuno sapeva niente di nessuno e, ai professori, raccontavamo tutti le stesse cose come il nostro nome, il paese di provenienza, le nostre abitudini, il nostro sport preferito, ecc... Dal secondo apuntamento, invece, abbiamo iniziato a mettere in piedi la storia che Cosimo aveva scelto per noi. Essa si intitolava "Uno e Sette" ed era stata composta da Gianni Rodari. Uno e sette racconta la storia di un bambino che è contemporaneamente sette bambini che vivono nei paesi economicamente più avanzati, come la Francia e gli Stati Uniti, e nei luoghi in cui esiste ancora lo sfruttamento minorile, come in Pakistan. Lo spettacolo era diviso in sette scene, proprio come i protagonisti della vicenda: tra spettavano alla 3°A, tre alla 3°B, mentre l'ultima, quella in cui il bambino era cresciuto ed era diventato un unico uomo, era rappresentata da ambedue le classi messe assieme. Ad ogni “figo”, Cosimo ci faceva svolgere degli esercizi che lui chiamava “di riscaldamento” che consistevano nelle abilità di equilibrio e di creazione di figure geometriche e numeri nello spazio, partendo prima da movimenti piccoli realizzati dalla rotazione del solo polso per poi passare all'utilizzo dell'intero braccio. Succesivamente aveva inizio la “figo” vera e propria e, ogni mercoledì, aggiungevamo al punto in cui eravamo arrivati la scena seguente. Tenendo presente che abbiamo fatto un'unica “figo” generale due giorni prima dello spettacolo, e che il 99% di noi non aveva mai avuto esperienze teatrali prima di questa, possiamo dire che il caloroso applauso ricevuto dal pubblico alla fine della rappresentazione sia stato alquanto meritatoper noi per averlo recitato e per chi ci ha preparato. E, la maggior parte di noi, alla fine si è chiesta perchè quest'attività non sia stata organizzata sin dalla prima media a testimonianza che bisogna essere cauti nel giodicare le nuove esperienze. Testo scritto da Ioan Giulia classe 3^B a.s. 2007/08 
Disegno di Ciroi Valentina classe 3^B a.s. 2007/08
Data creazione : 21/06/2008 @ 13:18
Ultima modifica : 28/06/2008 @ 10:06
Categoria : aaa.A.S.2007/08
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