PER NON DIMENTICARE .... DELLA VITA!

Il 25 aprile ricorre l’Anniversario della Liberazione. Ma liberazione da chi? Da che cosa? Non avevamo le idee molto chiare! Non potevamo ricavare informazioni dai nostri libri di scuola, perché, con la riforma, possiamo conoscere la storia fino ai Romani e non abbiamo notizie sugli eventi più recenti. Chi risiede a Gonars aveva già notato il monumento presente nel cimitero, ma non ne aveva compreso il significato. Le nostre maestre, per aiutarci a capire il motivo di questo giorno di vacanza, hanno pensato di proporci un’attività in collaborazione con la dott.sa Daniela Galeazzi, che ci ha aiutato a comprendere un difficile momento della storia del nostro territorio.In un primo incontro, ci ha spiegato la situazione in cui l’Italia e il Friuli si trovavano durante la seconda guerra mondiale, la presenza dei campi di concentramento di Gonars e di Visco dal 1942 al 1943 e ciò che era accaduto all’interno della  Caserma Piave di Palmanova nel 1944.

 Le immagini che accompagnavano la presentazione ci hanno colpito per la crudeltà che testimoniano. Durante l’uscita abbiamo visitato l’Ossario nel Cimitero di Gonars, ciò che resta del campo di Visco e alcune celle della Caserma Piave.
Le parole e i disegni incisi sulle pareti di quelle minuscole stanze ci hanno fatto rivivere le sofferenze e le pene provate dai prigionieri e ci hanno fatto apprezzare la libertà di cui godiamo, grazie anche al loro sacrificio. In un secondo incontro, abbiamo riflettuto su questa esperienza e dalle nostre emozioni sono nate poesie  come queste.

La prigione
Prigionieri rinchiusi in piccole celle,
tortura, silenzio, terrore,
il tradimento e le spie:
LA MORTE .
le parole disperate dei prigionieri,
scritte nelle lettere,
incise sui muri,
la vulnerabilità della loro vita,
la crudeltà delle guardie.
Paura, ricordi, ingiustizie
distruggono i cuori delle persone!

Vorrei

Vorrei che i campi di concentramento non fossero esistiti,
vorrei che tutte le famiglie fossero tornate alle loro case,
vorrei che i bambini non fossero considerati pericolosi,
vorrei che quelle baracche non fossero esistite,
vorrei che quelle numerose cassettine grigie con la stella rossa non fossero un così triste ricordo.

Internati

Parole molto dure
ricordi dimenticati
malati che soffrono
l'insopportabile freddo
niente da mangiare e troppe ingiustizie.
Ora, solo resti di morti e ricordi.

Campo di Gonars
C
assettine con
Rosse stelle,
Umili,
Discrete, ma
Essenziali per
Lasciare
Tanti ricordi
Angoscianti.

 Campo di Gonars
P
aura gelida
Rumore di spari
Innocenza negata
Grigie cassette
Idea di  libertà
Orrore che  paralizza
Notti  nere
Internati affamati
Emozioni  terribili
Rosse stelle silenziose
Indimenticabili storie!

Il  prigioniero
Per fare la parola PRIGIONIERO,
si prende una P
come paura di essere uccisi,
poi si prende una R
come ricordi paurosi,
poi si prende una I
come inginocchiarsi per chiedere di essere liberati,
poi si prende una G
come le gabbie in cui stavano,
poi si prende una I
come innumerevoli bambini morti,
poi si prende una O
come l'odore delle celle,
poi si prende una N
come una nuova vita disperata,
poi si prende una I
come le idee di libertà dei prigionieri,
poi si prende una E
come esperienze terribili,
poi si prende una R
come i resti dei prigionieri nelle cassettine,
poi si prende una O
come l'orgoglio della liberazione.
Poi le mescolo tutte insieme
senza odio e malinconia
e si fa la parola PRIGIONIERO,
perchè non ne esistono più  Campi di Concentramento