I bambini delle classi IV^ A e B di Gonars raccontano…

“Sugherine”
Tutto è cominciato così, quasi per caso…e tutti noi ci siamo impegnati insieme ai genitori e alle maestre, con grande entusiasmo, nella costruzione delle “Sugherine” che quest’anno sono le bambole  protagoniste del nostro presepio.
Questa è stata un’esperienza solo parzialmente nuova infatti stiamo diventando esperti nella costruzione di bambole perché anche l’anno scorso, nell’ambito delle attività relative alla tradizione e cultura friulana, ci siamo cimentati nell’allestimento del presepio con bamboline fatte di pezza, proprio come quelle di una volta,  quando non c’erano soldi da spendere per i giocattoli.
           
Grazie alla generosità di alcuni bambini, che avevano rinunciato al regalo di compleanno per donare qualche cosa ai bimbi dell’Uganda e tramite gli amici di Naluggi, associazione ONLUS, che sono andati perfino a trovarli fin laggiù, abbiamo ricevuto come ringraziamento dall’Uganda un bel tappeto di fibra colorata e l’abbiamo appeso ben in vista alla parete del corridoio per ricordarci di loro.
Così, come al solito, abbiamo discusso e riflettuto assieme alle maestre, su quanto siamo fortunati di poter godere di tutti i diritti dei bambini e ci siamo confrontati con realtà meno fortunate vicine e lontane da noi come l’Uganda ma anche la Costa d’Avorio, da cui proviene un nostro compagno.

Aderendo alla proposta di una mamma che fa parte dell’associazione abbiamo pensato di costruire tante Sugherine  per il presepio e di fare una mostra a fine anno in cui, chi lo desidera, le può acquistare con un’offerta libera. Carletto è intervenuto in classe per spiegare come nasce lo scheletro di una bambola, i genitori sono venuti in classe ad aiutarci e…ecco qua i nostri capolavori!
E’ proprio vero che l’unione fa la forza!
Siamo orgogliosi di poter offrire il nostro piccolo contributo per aiutare chi ne ha bisogno.
                                           
Ecco alcuni pensieri, considerazioni e riflessioni nate dalla nostra bella esperienza.

A me è piaciuta questa esperienza! E’ stato bello condividere il lavoro con i compagni e avere uno scopo comune con l’associazione Naluggi. Sono contento di fare qualche cosa per gli altri e mi sento soddisfatto.
Ivan   Tommaso   Denis
E’ giusto fare qualche cosa per gli altri! Per capire le cose a fondo, bisogna riflettere e avere qualcuno che te le fa vedere da vicino! Io non mi rendevo bene conto che c’è chi non ha nemmeno l’acqua e quando ho sentito che l’associazione ha costruito un pozzo in Uganda ero stupita. Noi compagni ci guardavamo e ci veniva quasi da ridere (nel senso che pare incredibile!) perchè noi abbiamo
l’acqua in casa da sempre.
Giovanni   Greta   Marta  
Ho imparato a non sciupare l’acqua! E’ un bene prezioso!Se penso che qualcuno è costretto a bere acqua sporca o non ne ha mi sento proprio male!
Joel   Andrea   Kevin
Noi sprechiamo il cibo e facciamo gli schizzinosi mentre altri non hanno il necessario. E’ proprio triste!
Sara   Edoardo   Gabriele  
Noi abbiamo tutto: l’amore della famiglia e degli amici, una casa, cibo, giochi e divertimenti, possiamo curarci quando ci ammaliamo, abbiamo la scuola e tante persone che si occupano di noi…ma vogliamo ancora di più! Bisogna proprio riflettere e cambiare, ma non è facile!
Luca   Pamela   Cindy
Facciamo i capricci o ci arrabbiamo per sciocchezze: non vogliamo mangiare certi cibi; alle volte non vogliamo impegnarci a scuola o a casa e ci lamentiamo per i compito o perché vogliamo un determinato gioco. Non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati perché molti non possono permettersi niente.  
Eric   Patrik   Asia
Abbiamo cibo, giochi, penne, colori, libri a volontà ed è giusto riflettere sulla nostra ricchezza per apprezzarla meglio e offrire una possibilità in più anche a chi non ha niente facendo in concreto qualche cosa, come l’associazione Naluggi Uganda ONLUS.
Riccardo   Alberto   Asia  
Mi sono divertita molto a costruire la Sugherina ma è stato più bello il fatto di poter aiutare i bambini più poveri.
Giorgia   Gabriele   Lucrezia
Abbiamo troppi giochi e basta romperne uno per riceverne o acquistarne un altro. Forse dovremmo imparare ad aggiustare le cose e a usare di più le mani e la fantasia per costruire, come facevano qui da noi una volta. Forse saremmo più felici inoltre potremmo risparmiare e offrire a chi non ha niente.
Mirko   Valentina   Agata
Questa esperienza mi ha fatto riflettere sulla diversità e la ricchezza che c’è nel nostro mondo confronto ad altri. Non è giusto però!
Lorenzo   Vittorio   Mattia
Questa esperienza ci fa capire che è importante riciclare e non sprecare sia per preservare il nostro ambiente che per offrire qualche cosa a chi non ha.
Sofia   Letizia   Nicole
Vorrei che tutti avessero le medicine e potessero curarsi come noi.
Marco   Emanuele
Tanti bambini lavorano o vengono mandati a fare la guerra e noi… giochiamo. Siamo fortunati ma alle volte brontoliamo se fatichiamo a fare qualche cosa sia a scuola che  a casa. La scuola è considerata un dovere non un diritto. Questo mi fa riflettere.
Eleonora   Luca  
Da questa esperienza ho imparato che non abbiamo tutti le stesse opportunità e non è giusto.
Philippe   Liangliang
Vorrei andare in Uganda o nella Costa d’Avorio, da cui proviene un nostro amico, per provare sulla mia pelle e nella mia coscienza cosa significa vivere in quel mondo così difficile.
Raffaele   Alessio
Questa esperienza ci ha offerto l’opportunità di confrontare mondi diversi e lontani. E’ una cosa che abbiamo fatto altre volte ma non basta mai. Bisogna ripeterla spesso per ricordare e capire bene quanto siamo fortunati rispetto ad altri bambini. Dobbiamo proprio ringraziare per tutto ciò che abbiamo e per l’amore che ci circonda. Il modo migliore è farlo in modo concreto con un atto d’amore e di generosità.
Grazie Naluggi!! Da tutti noi quarantun bambini delle classi IV^A e B di Gonars.

 DALLA PARTE DEGLI ADULTI
Le insegnanti e forse anche i genitori, dopo tutti questi pensieri profondi, si dicono e si chiedono, sorridendo con affetto, con occhi e cuori fiduciosi: -Sembrano proprio “cresciuti”! Ma sarà proprio vero? Noi crediamo che un pochino lo siano davvero. Sì!!
Le insegnanti Flavia Romanello e Pirioni Francesca