Io partii. Ad un certo
punto l’orologio mi comunicò: Era Mesozoica, 65 milioni di anni fa,
ore 6.00 del mattino. Appena arrivato vidi uno splendido spettacolo
di vegetazione unT-rex, un Branchiosauro, un Anchilosauro, un
Apatosauro, e uno Stegosauro. A mezzogiorno cadde sulla Terra un
meteorite, ma io presi subito la macchina del tempo e in un minuto
ritornai nel ventunesimo secolo. Ero tornato a casa; quel viaggio mi
aveva ispirato e pensai di pubblicare un libro dove scrivere le
emozioni provate.
-
Un giorno sono andata in un Museo. La guida ha mostrato la macchina del tempo. Io non resistevo alla tentazione di provarla e quindi mi sono spinta all’ interno della macchina, ho schiacciato un bottone e, in un secondo, sono andata al tempo della preistoria.
Appena visto un uomo-scimmia mi sono nascosta dietro un albero perché mi ero spaventata, ma l’uomo-scimmia mi ha trovata. Era una femmina che si chiamava Lucy. Dopo due giorni io e Lucy eravamo amiche. Lei mi ha insegnato a riconoscere le bacche buone da mangiare, a difendermi dai predatori e ad arrampicarmi sugli alberi. Ho insegnato a Lucy a leggere e a scrivere, e poi a giocare e costruire utensili… Lucy è diventata la “capo preistoria” perché sapeva queste cose. Lucy è morta all’età di circa vent’anni. Dopo la morte di Lucy io sono ritornata con la macchina del tempo al museo e ho ritrovato i miei compagni. Mi è dispiaciuto per Lucy, ma sono stata davvero contenta di averla conosciuta.
-
Un giorno io andai in un museo e vidi una macchina del tempo. Salii e mi posizionai su un bel sedile comodo. Schiacciai il pulsante con su scritto “Preistoria” e…. mi ritrovai in un bosco.
Intravidi un uomo primitivo che stava raschiando con la selce la pelle di una lepre. Io mi precipitai subito a chiedergli:
“Ti do una mano? “ E lui mi rispose: “Uh, Uhh!” Facendomi segno con la testa, mi fece capire che la risposta era sì. Mi diede una selce e io iniziai a grattare la pelle. Finito il lavoro, egli mi portò al suo villaggio. Salutai, gli altri non ricambiarono il mio gesto, ma mi invitarono a mangiare. Mi portarono nella loro capanna e mi diedero un bel pezzo di carne cruda e una carota. La carota la mangiai, ma la carne cruda no e la ridiedi alla donna. Io ringraziai in modo primitivo, facendo un cenno con la testa e con le mani. Loro, felici, stavolta mi salutarono.
Schiacciai un tasto della macchina del tempo e mi ritrovai nella savana, ma io volevo ritornare a casa. Prova e riprova, stavolta mi ritrovai nel ventunesimo secolo e all’ingresso del museo. Il viaggio nella preistoria è stato davvero un’ avventura bella e molto emozionante.
Alunni
delle classi terze
|