PAGINA INIZIALEVIAGGIO NELLA PREISTORIA CON LA MACCHINA DEL TEMPO…

Tra gli argomenti di storia che ci hanno più interessato durante questo primo quadrimestre, i dinosauri, gli uomini primitivi, i fossili e l’origine dell’Universo sono stati i più interessanti. A tutti noi piacerebbe avere una macchina del tempo per viaggiare nel passato e conoscere da vicino quello che oggi possiamo imparare attraverso i libri e i documenti.

 

  • Oggi, mentre guardavo un documentario, la TV mi ha risucchiato e…sono atterrata nell’età della pietra: ero una bambina, vestivo pelli d’animale e quasi tutto il mio tempo lo dedicavo all’agricoltura, ma soprattutto alle patate: io chiedevo sempre di raccogliere le patate e, anche se crude non erano buonissime, ancora con un po’ di terra, non mi facevo scappare l’occasione e quando potevo ne mangiavo qualcuna. Poi finalmente c’era l’ora di pranzo, poi si giocava e dopo si tornava a lavorare. Per fortuna era solo un sogno.

  • Se mi capitasse di fare un sogno, sognerei di essere un sasso e avrei paura che gli uomini primitivi mi prendessero per spaccarmi per farmi diventare appuntito.

  • Se fossi ai tempi della pietra, farei anch’io come gli uomini primitivi: cercherei dei rami per costruire la capanna, per potermi riparare dalla pioggia e dal freddo. Poi cercherei delle pietre da battere per accendere il fuoco e per scaldarmi. Una volta acceso il fuoco andrei in cerca del cibo da mangiare, raccoglierei bacche e radici commestibili, mentre gli uomini cacciatori catturano le prede per nutrire tutta la tribù

  • Alcune migliaia di anni fa, sulla Terra vivevano gli uomini primitivi. Per sopravvivere si nutrivano grazie alla caccia, alla pesca e ai germogli di arbusti. Con le pelli degli animali che cacciavano si costruivano i vestiti che servivano anche per ripararsi dal freddo.

In quel periodo non avevano ancora scoperto il fuoco. Così mangiavano sempre carne cruda o pesce. Con le ossa e con il legno che era abbondante, gli uomini primitivi si costruivano sia le armi per cacciare, che altri attrezzi che potevano servire loro per i lavori di tutti i giorni. Questa era la loro vita quotidiana, e, quando arrivava la notte, per riposare dovevano dormire su dei letti costruiti con le foglie e la paglia. Questi letti erano scricchiolanti e scomodi.

  • Se mi capitasse di vivere nell’età della pietra per me sarebbe molto difficile, perché non sono abituata. Se mi trovassi a vivere in mezzo alla prateria comincerei a costruire una capanna con la paglia e i rami per ripararmi dalla pioggia e dalla neve; andrei a cacciare per mangiare, mi costruirei dei vestiti con la pelle degli animali, chiederei ai miei amici di venire a caccia insieme a me.

  • Vivevo con mamma, papà e due sorelle in una caverna vicino al fiume; c’erano anche tante piante e animali selvatici. Un mattino io e il papà siamo andati a caccia, con le lance fatte con dei bastoni con le punte di pietra. Dopo aver camminato per il bosco abbiamo catturato e ucciso un orso. Eravamo stanchi ma felici. Abbiamo portato l’orso a casa. Era proprio pesante! Le mie sorelle intanto sistemavano le pelli nella caverna. Il papà mi ha detto di raccogliere la legna, mentre lui accendeva il fuoco facendo scoccare le scintille con delle pietre o sfregando dei bastoncini di legno. Infine la mamma ha cucinato e abbiamo fatto festa vicino al fuoco tutti insieme.

  • Vivevo con mamma, papà e due sorelle in una caverna vicino al fiume; c’erano anche tante piante e animali selvatici. Un mattino io e il papà siamo andati a caccia, con le lance fatte con dei bastoni con le punte di pietra. Dopo aver camminato per il bosco abbiamo catturato e ucciso un orso. Eravamo stanchi ma felici. Abbiamo portato l’orso a casa. Era proprio pesante! Le mie sorelle intanto sistemavano le pelli nella caverna. Il papà mi ha detto di raccogliere la legna, mentre lui accendeva il fuoco facendo scoccare le scintille con delle pietre o sfregando dei bastoncini di legno. Infine la mamma ha cucinato e abbiamo fatto festa vicino al fuoco tutti insieme.

  • Stavo passeggiando nei campi quando trovai un pezzo di vaso, lo raccolsi e caddi in una buca. Mi ritrovai dentro una caverna, ero distesa su un letto di foglie secche e scricchiolanti. Davanti a me, c’era un gruppo di donne, vestite con delle puzzolenti pelli di mammut. Queste donne mi parlavano ma io non capivo niente. Arrivarono degli uomini, brutti e pelosi, che portavano in mano una lancia piena di sangue. Dopo alcuni giorni, incominciai a lavorare raccogliendo bacche, frutti e a costruire vasi di terra. Dopo due settimane, cominciai a parlare come loro e uno mi disse: - Au, fa fucu!! - che in italiano significa: - Ehi, fai il fuoco - Mi diedero il compito di intrecciare dei fili di paglia per fare dei cesti. Poi, andammo via dalla caverna, attraversammo i ghiacciai e qualcuno restò lì, perché non aveva più forze ed era il momento che ci lasciasse. Quando arrivammo in un posto pieno d’erba e di animali, decidemmo di trascorrere lì la vita. Poi ritornai nel campo dove stavo camminando, ero una bambina come quelle che ci sono adesso!

  •  L’altra settimana il mio amico scienziato mi ha chiesto se volevo provare la sua macchina del tempo. Io naturalmente ho accettato, dato che quella macchina mi affascinava molto, però c’era una cosa che non sapevo ancora. C’era una clausola che diceva: . Io indossai l’orologio: via,…partenza !!! Crasc… crasc… crasc: ero nell’era dei dinosauri dove ho sempre sognato di andare. Lì ho conosciuto il brontosauro e l’oviraptor e tante altre specie di “lucertoloni”, però non ho osato conoscere i dinosauri carnivori: avevo troppa paura. Poi è scaduto il tempo. A presto dinosauri! Arrivata nel nostro secolo, ho ringraziato il mio amico per il meraviglioso viaggio nella preistoria. È stato fantastico!!!...

  • Un giorno, un mio amico mi ha invitata a fare un giro sulla sua macchina del tempo.

Io sono andata da lui e l’ho provata; sono “caduta” nel tempo dell’era mesozoica, proprio quando c’erano i dinosauri. Appena arrivata, stavo per essere calpestata da un brontosauro, che stava scappando da un gran tirannosauro. La loro terra era meravigliosa, finché, ad un certo punto, è caduto un meteorite che ha causato molti problemi.Io, infatti, sono riuscita a scappare, ma purtroppo loro no, così è iniziata la loro fine. Dopo sono “caduta” di nuovo in Africa, dove vivevano le scimmie antropomorfe cioè simili all’uomo. Le ho osservate da vicino: si cibavano di frutti e bacche e sapevano utilizzare pietre e bastoni. E’ stato proprio divertente questo viaggio nella preistoria, ma ora vorrei tanto ritornare nella mia era!!!

  • Ieri sono andato da un mio amico scienziato, che mi voleva far provare la sua macchina del tempo. “Che bella macchina del tempo! L’hai costruita tu, veramente?” Gli ho chiesto incuriosito. “Si, proviamola! - mi ha risposto lui - anzi, no, la provi solo tu.” Così sono entrato nella macchina e sono partito per un viaggio nel tempo. Sono arrivato nell’era secondaria, dove c’erano i dinosauri. Che bel paesaggio, però non ci sono ancora gli uomini, ci sono solo io e degli enormi dinosauri che mi mangeranno se non farò attenzione! Ad un certo punto si è avvicinato un dinosauro grandissimo che mi stava per prendere, così… pof, io sono partito e sono arrivato nell’ era terziaria.

Li c’erano le glaciazioni, però i ghiacciai si stavano sciogliendo. Ho visto un mammut e degli uomini primitivi che gli davano la caccia. Un meteorite è caduto vicino a me, era molto grande. Per fortuna sono riuscito a salire subito sulla macchina del tempo e così è finito il mio viaggio. È stata una esperienza bellissima, questa avventura nella Preistoria!

  • Ciao, cari lettori, ho una storia da raccontarvi, molto bizzarra. Tutto iniziò così… Ero a casa mia quando vidi una strana limousine: era alta tre metri e larga quattro. Incuriosito, vi entrai, ma scivolai sul pavimento e andai a sbattere con la testa contro una libreria; per la botta rimasi stordito Un signore basso, con camice bianco e occhiali, mi venne incontro: lo riconobbi subito, era Amperio Volt. Lo salutai e gli chiesi che cosa faceva. Egli mi rispose che aveva inventato una macchina del tempo. Io volevo provarla, lui acconsentì, dandomi un orologio e dicendomi che mi avrebbe portato nel giorno e nell’ora che volevo.

Io partii. Ad un certo punto l’orologio mi comunicò: Era Mesozoica, 65 milioni di anni fa, ore 6.00 del mattino. Appena arrivato vidi uno splendido spettacolo di vegetazione unT-rex, un Branchiosauro, un Anchilosauro, un Apatosauro, e uno Stegosauro. A mezzogiorno cadde sulla Terra un meteorite, ma io presi subito la macchina del tempo e in un minuto ritornai nel ventunesimo secolo. Ero tornato a casa; quel viaggio mi aveva ispirato e pensai di pubblicare un libro dove scrivere le emozioni provate.

  • Un giorno sono andata in un Museo. La guida ha mostrato la macchina del tempo. Io non resistevo alla tentazione di provarla e quindi mi sono spinta all’ interno della macchina, ho schiacciato un bottone e, in un secondo, sono andata al tempo della preistoria. Appena visto un uomo-scimmia mi sono nascosta dietro un albero perché mi ero spaventata, ma l’uomo-scimmia mi ha trovata. Era una femmina che si chiamava Lucy. Dopo due giorni io e Lucy eravamo amiche. Lei mi ha insegnato a riconoscere le bacche buone da mangiare, a difendermi dai predatori e ad arrampicarmi sugli alberi. Ho insegnato a Lucy a leggere e a scrivere, e poi a giocare e costruire utensili… Lucy è diventata la “capo preistoria” perché sapeva queste cose. Lucy è morta all’età di circa vent’anni. Dopo la morte di Lucy io sono ritornata con la macchina del tempo al museo e ho ritrovato i miei compagni. Mi è dispiaciuto per Lucy, ma sono stata davvero contenta di averla conosciuta.

  • Un giorno io andai in un museo e vidi una macchina del tempo. Salii e mi posizionai su un bel sedile comodo. Schiacciai il pulsante con su scritto “Preistoria” e…. mi ritrovai in un bosco. Intravidi un uomo primitivo che stava raschiando con la selce la pelle di una lepre. Io mi precipitai subito a chiedergli: “Ti do una mano? “ E lui mi rispose: “Uh, Uhh!” Facendomi segno con la testa, mi fece capire che la risposta era sì. Mi diede una selce e io iniziai a grattare la pelle. Finito il lavoro, egli mi portò al suo villaggio. Salutai, gli altri non ricambiarono il mio gesto, ma mi invitarono a mangiare. Mi portarono nella loro capanna e mi diedero un bel pezzo di carne cruda e una carota. La carota la mangiai, ma la carne cruda no e la ridiedi alla donna. Io ringraziai in modo primitivo, facendo un cenno con la testa e con le mani. Loro, felici, stavolta mi salutarono. Schiacciai un tasto della macchina del tempo e mi ritrovai nella savana, ma io volevo ritornare a casa. Prova e riprova, stavolta mi ritrovai nel ventunesimo secolo e all’ingresso del museo. Il viaggio nella preistoria è stato davvero un’ avventura bella e molto emozionante.

Alunni delle classi terze