PER  DUE  GIORNI  PIU’GRANDI

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 Siamo stati veramente fortunati perché per due giorni, ci siamo trasformati in ragazzi… di prima media! Eh si! Eravamo proprio fortunati! Per giungere alla scuola Secondaria di Primo Grado abbiamo attraversato il ponte “cimicilandia”, così soprannominato da noi, in quanto lì le cimici regnano sovrane. Arrivati alla nostra meta, siamo entrati nell’atrio, stranamente silenzioso; i nostri sguardi osservavano per la prima volta la futura sede scolastica. Era addobbata in stile natalizio, dal momento che il Natale era alle porte. Comparve di lì a poco una signora di bell’aspetto, di circa cinquant’anni, con il volto sorridente, ci salutò con un “bonjour” invitandoci a salire. Scortati dalla “francese”, salimmo le scale ed arrivammo all’aula di lingue. La professoressa da esperta educatrice si presentò con un: “Je m’appelle Annamaria Venuti”, poi toccò a noi presentarci “alla francese”. A quel punto, una macedonia di emozioni ci invase: ci sudavano le mani, paura di sbagliare, ”fifa disumana” mentre i battiti cardiaci si susseguivano a ritmo frenetico e le gambe facevano “Giacomo, Giacomo”.

  

Il tutto è scomparso nella frazione di pochi secondi, quando la “Francese”, con un sorriso a sessantaquattro denti, ci ha incoraggiati. E’ cominciata così la nostra avventura francese, accompagnata da tanti “ui”, “tre bien”, “magnific”, “ulla là”. Questa brevissima esperienza ci ha rassicurati e, con animo positivo siamo passati alla seconda lezione: arte-immagine. Lì ci aspettavamo di disegnare, colorare, parlare, ma… siamo rimasti un po’ delusi, perché alla fine abbiamo riprodotto solo alcune cornicette!!! Nonostante ciò è stata veramente interessante la spiegazione della linea del tempo artistico e splendida l’osservazione delle tavole prodotte dai nostri futuri colleghi. Non dimentichiamoci però delle professoresse Roppa e Vecchiutti: la prima, professoressa di educazione tecnica, ci ha illustrato in modo simpatico e divertente, la storia di un quadratino magico, il “ Post it”. Questo racconto ci ha molto incuriositi, perché non avevamo mai pensato a come fosse nato questo foglietto così utile e indispensabile. Poi ci ha illustrato una tecnica, piuttosto complessa, per disegnare il quadrato usando il compasso.

La seconda professoressa, di matematica e scienze, ci ha spiegato il sistema numerico in base due, diverso da quello in base dieci: era davvero difficile!!! Dopo ci ha spiegato più modi per fare le divisioni. Infine ci ha illustrato il corpo umano. Noi sapevamo già qualcosa, ma lei ci ha spiegato più approfonditamente. Questa visita alla scuola Secondaria di Primo Grado è stata bellissima e anche molto istruttiva. Non vediamo l’ora di andare.
 

L’ ORA DI FRANCESE

Oggi, ci siamo recati alla scuola Secondaria di Primo Grado, per seguire l’ora di Francese. Appena giunti, siamo stati accolti con grande educazione e rispetto e questa è stata la mia prima piacevole sorpresa. La prima persona che abbiamo incontrato è stata la professoressa di Francese! Nel vederla io mi sono morsa il labbro inferiore, pensavo di ritrovarmi una professoressa dall’aria seria, invece mi è sembrata una persona molto simpatica, insomma mi ha fatto un’ottima impressione. La prima parola che ho sentito uscirle dalla bocca è stata “ aui “ che in italiano significa sì. Dopo pochi minuti ci siamo ritrovati in un’aula adibita allo studio delle lingue straniere; l’aula era ricca di libri in Francese e in inglese che erano accuratamente riposti in un armadio. Successivamente è iniziata la lezione. La prima parola che abbiamo imparato è “ je m’appelle “. L’ insegnante Anna Maria Venuti prima di farlo ripetere a tutti ci ha spiegato il suo significato “mi chiamo “… e, dopo Amanda, toccava a me ripetere e un brivido mi è corso lungo la schiena per l’agitazione, ma dopo aver a mia volta ripetuto la parola unita al mio nome, dalla bocca della professoressa è uscita la parola “ c’ est magnifique “!

Io sono quasi arrossita per la commozione, la Francese nel vedermi così commossa, in segno di apprezzamento mi ha dolcemente passato la mano sulla testa. In seguito ci è stata assegnata una scheda su cui era stata trascritta la storia di Bianca Neve ma è scritta in Francese. “ 0h no, - ho pensato - io non ho la minima idea di come si legge in francese!” Mi tremavano le gambe, ma un delicato sorriso rivoltomi dalla professoressa mi ha calmato un po’. Ella cautamente ha iniziato a leggere si è fermata per spiegare qualcosa, come per esempio alcune regole per la lettura. Per leggere ci ha insegnato un trucco, visto che il francese non è la nostra lingua, lei ci ha voluto aiutare e ci ha dato un consiglio, ci ha detto che, quando dobbiamo leggere, bisogna essere concentrati solo sulla lettura! Abbiamo proseguito con la lettura: ad un certo punto però, la maestra ha fermato la professoressa dicendo che era ora di rimetterci in cammino per tornare a scuola. Giuro che avrei voluto rompere l’orologio della maestra, ma… c’è un proverbio che dice “ chi troppo vuole nulla stringe”! Tanto, avrò l’occasione di rivivere quest’avventura il prossimo anno! E mi sono detta: “dai, la tua lezione è solo rimandata…”.

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