INSIEME PER CRESCERE BENE… DIVERTENDOSI! PAGINA INIZIALE

Noi bambini di IV A e IV B anche quest’anno, giorno dopo giorno, grazie all’impegno e alla collaborazione di tutti, stiamo scoprendo e imparando tante cose interessanti e nuove, vicine e lontane, che ci aiutano ad “allargare il nostro orizzonte” per crescere bene.

Alla fine di questo primo quadrimestre di scuola, come al solito, per fare il punto sulla situazione, ci siamo fermati a riflettere tutti insieme riguardo alle esperienze effettuate: cosa abbiamo fatto e imparato nelle diverse materie, durante le uscite, preparando il presepio, leggendo e andando a curiosare in biblioteca con l’aiuto della nostra amica Roberta, la bibliotecaria di Gonars; abbiamo ripensato alle giornate spettacolo speciali che ci ha regalato la natura, agli amici, alle persone che ci sono più vicine, a noi... guardandoci alle spalle, siamo rimasti un po’ stupiti perché all’ inizio dell’anno abbiamo fatto tantissime cose. Il tempo è passato in un lampo e, chissà come, ognuno di noi ha scoperto di essere un po’ cresciuto più consapevole di sé e di apprezzare un po’ di più ciò che ha e lo circonda. Questo significa che abbiamo lavorato con profitto!!

 INSIEME A...NALUGGI E AI GENITORI

 Sicuramente l’esperienza più importante è stata la bellissima collaborazione, nata quasi per caso, con l’associazione Naluggi ONLUS di Gonars che è impegnata in Uganda: il signor Carletto ci ha insegnato a costruire Sugherine, le bambole di sughero che vengono vendute in beneficenza. Noi per completarle e vestirle abbiamo aperto la nostra scuola ai genitori perché, ogni tanto, ci piace averli qui a lavorare, poi abbiamo anche allestito il presepio nella cripta della chiesa di Gonars. A fine anno, faremo una grande festa, con altri amici di Udine e Aiello, che sono in rete con noi per le proposte in friulano e costruiremo alcune sugherine con loro, le metteremo in mostra e chi lo desidera potrà acquistarle.

Offriremo il ricavato in beneficenza all’associazione Naluggi. Abbiamo riflettuto sul fatto che ci sono bambini meno fortunati di noi, gli adulti non possono offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno: famiglia, casa, cura, scuola… La loro vita non è semplice e facile come la nostra. Non godono di tutti i diritti come noi e non hanno le nostre opportunità! Siamo abituati ad avere tutto e così brontoliamo per niente! Ci capita di scambiare una piccola, semplice fatica come compito solo per un dovere. E pensare che troppi bambini devono per forza lavorare, invece di andare a scuola ed imparare tante cose importantissime per il loro futuro!!!!

Siamo fieri di questa nostra iniziativa, perché ci siamo tanto divertiti lavorando insieme e abbiamo fatto qualche cosa di concreto per chi né ha bisogno. In conclusione vogliamo ringraziare l’associazione Naluggi e i bambini dell’ Uganda perché ci hanno offerto l’opportunità di apprezzare meglio ciò che abbiamo e… di crescere!
 

INSIEME A… TOLMEZZO PER DOCUMENTARCI SUI COSTUMI AL MUSEO “GORTANI”

Pareva proprio di essere in un mondo antico, molto diverso dal nostro. Ci pareva di tornare indietro nel tempo. Tutto pareva più lento e silenzioso. Sentivamo le voci delle donne che lavoravano in cucina e ridevano, chiacchierando tra loro del più e del meno, c’era il calore del fuoco che scoppiettava nel fogolâr allegramente mandando bagliori di luce rossa e gialla nella stanza; ascoltavamo il rumore dell’arrosto che sfrigolava nel tegame e il borbottio della minestra che bolliva… mmmh! Che delizioso profumo!! Dalla strada arrivava il rumore delle ruote dei carri e delle carrozze, lo scalpiccio dei cavalli, la voce di chissà chi… peccato che quel tempo sia già finito! È stata una bella e fantastica avventura!
 

 INSIEME… ALLA NATURA PROTAGONISTI DI SPETTACOLI INCANTEVOLI, EMOZIONI TRAVOLGENTI…

 DENIS RACCONTA MA RIESCE A DARE VOCE A TUTTI NOI AUTUNNO… EVVIVA!!

Un giorno, più o meno all’inizio dell’autunno, mentre la maestra spiegava, alzò gli occhi e rimase immobile guardando le finestre. Io pensai: - Ma cosa ha visto la maestra? – Mi girai incuriosito assieme ai miei compagni, guardai fuori dalle finestre e… quasi svenni! -Oooooh- esclamammo tutti insieme. -Che meraviglia!- esclamai io. Uno stupefacente turbinio di foglie, una danza indiavolata si stava svolgendo sotto i nostri occhi incantati. Le “quinte “ erano scese in giardino. – Scendiamo anche noi! Muoviamoci! Maestra Flavia chiama anche la IV^B! - E così… scendemmo di volata. Io gridai: -Evviva!- e pensai –Chissà se anche mio fratello guarda lo spettacolo?- 

Un vento terribile prendeva le foglie dagli alberi e le lanciava addosso alla rete del campetto.Tutti rimanemmo a bocca aperta esclamando in coro: -Oooooh!!!!!!- Ognuno di noi immaginava qualche cosa di diverso: io ero un protagonista del racconto ” La pietra nera” perché una scena era così. Guardando la rete ho pensato che mi sembrava un tappeto appeso, composto da mille tremolanti farfalle. Mi sono lanciato all’inseguimento di quelle flotte dispettose, che mi piombavano addosso e parevano fuggire ridendo. Le foglie ballavano, cantavano, si abbracciavano… Io giocavo immaginando che il vento di nord est volesse distruggere il paese, io volevo salvarlo così arrivai ad un albero e cominciai ad arrampicarmi per finta, per battermi meglio contro di lui. Luca era così sbalordito che non si accorse che il vento piano piano lo spostava e pareva volesse portarlo via: - Che ridere !- Le maestre, anche se erano sbalordite, riuscivano a scattare foto andando di qua e di là. Le foglie turbinavano ed era come se il cielo cambiasse colore ! Io mi sono inventato un haiku che fa così:

Pioggia di foglie
gialle, rosse, marroni
cadon dal cielo.

E altri ancora… a ruota libera!

E poi un altro:
Nuvole nere
giocano nel cielo blu
un po’ arrabbiate.

Pensai: -Sono una foglia, gioco con le mie amiche! Ci divertiamo! Mille abbracci di foglie ci avvolgevano in tornadi colorati; forme geometriche formate dalle foglie si contorcevano: formavano delle mani; un gruppo sembrava facesse il mio autoritratto, altri… Mi dissi che erano neve, ma che dei secchi di colore piovuti da chi sa dove, ci erano caduti sopra! Poi stavo di nuovo con gli occhi chiusi ad immaginare di essere una foglia e poi un elicottero, e colpivo le foglie nemiche che ci attaccavano…Sembravano ballassero il rock and rol! Come al solito, Luca, molti altri ed io le rincorrevano per prenderle, però finivano più volte sulle nostre facce, per poi contare la nostra decorazione della rete; io esclamai: “ È natale!! Guardate, la rete ci fa da albero!! Però sembravano proprio farfalle! Ad un certo punto mi avvolsero in una musica in colori: era un gioco variopinto, una folata di allegria, una giostra infinita. La cosa più bella è stata…è stata quando le foglie giravano, si voltavano, ci salutavano…e il vento pareva avesse un flauto e intonasse una musichetta. La maestra Maurizia scattava foto e Luca le parlava ma non si sentiva altro che confusione e il sibilo del vento. Coriandoli, farfalle, neve colorata … non sapevo quali paragoni scegliere! All’improvviso, ripensando a quando prima eravamo in classe, tornai alla realtà perché rabbrividii per il freddo: il clima era molto cambiato rispetto a quando facevo la lezione di grammatica! Mi guardai ancora attorno: -Oooooh! Che peccato!-esclamai. Mi rattristai perché presto sarebbero cadute tutte le foglie dei tigli, sarebbero marcite pian piano e non avremmo più avuto colori sugli alberi e nemmeno la possibilità di vedere ancora questo spettacolo affascinante! La maestra Flavia pensava che fosse Natale-autunno e io mi sono inventato “Babbo Autunnale” che ci portava questo spettacolo in regalo. Il vento soffiava spostando e facendo correre veloci le nubi nel cielo grigio e plumbeo. Vidi l’immagine di un drago nelle nuvole e gridai: -Ecco un drago-sputa-vento !-Io mi giravo, mi voltavo… ma avevo sempre una foglia sulla faccia. La meraviglia d’autunno giocava a buttare le foglie e giocava con gli alberi, un po’ vivi e sbalorditi anche loro! Vorrei proprio rivivere un’ esperienza come quella: una sarabanda di emozioni, un riassunto di colori, un galoppo sfrenato in libertà assieme agli amici… (DENIS)
 

 INSIEME… ALLA MOSTRA ITINERANTE “IL VANGELO SECONDO GIOTTO” IL MESSAGGIO DELL’ARTE E’ UNIVERSALE: MERAVIGLIA, STUPORE, INCANTO E TANTA SERENITA’ PER TUTTI

Siamo andati a visitare la mostra itinerante che riproduce la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto ed è stata un’esperienza indimenticabile! Giotto era un pittore e architetto italiano, nato a Firenze nel 1267 circa e morto nel 1337. Era molto famoso e bravo, le sue opere descrivevano le storie dell’Antico e Nuovo Testamento. Eravamo affascinati da quei dipinti e abbiamo ascoltato le spiegazioni della guida senza annoiarci mai: più osservavamo le scene ricche di particolari e più eravamo incuriositi, perché scoprivamo sempre qualche di nuovo.
Le facce dei personaggi esprimono sentimenti diversi: gioia,

dolore, sorpresa, tristezza, disperazione,amicizia, curiosità; le persone  sembravano vere!
Provavamo mille sentimenti diversi a seconda delle scene che stavamo osservando, ma la nostra preferita è stata quella del Giudizio Universale, perché è imponente con tutti quei personaggi buoni e cattivi; Dio sovrasta su tutti e tutto e i colori sono vivaci e forti. E’ emozionante.
Ci sono piaciuti molto anche gli animali: Giotto li dipingeva proprio bene !
Osservavamo incuriositi i cammelli: sono un po’ strani infatti hanno gli occhi azzurri e le orecchie sbagliate, perché Giotto

non li aveva mai visti e li ha dipinti come li immaginava. Ma sono simpatici! Quando siamo usciti dalla mostra ci sentivano sereni, qualcuno ha anche detto che gli sembrava di essere stato massaggiato, perché era proprio rilassato. Chissà? Sarà stata tutta la bellezza che ci circondava e che abbiamo “ respirato”, come ha detto la maestra Flavia! Altri bambini hanno pensato che vorrebbero imparare a dipingere come Giotto e altri ancora hanno proposto di andare tutti insieme a Padova per visitare la vera Cappella degli Scrovegni. Tutti si ripromettevano di tornare con i propri familiari a vedere questa meraviglia e volevano sapere qualche cosa di più su Giotto e le sue opere.
 

 INSIEME PER… RIFLETTERE SUL MONDO

SIA B. E TOMMASO PENSAVANO CHE… Secondo me un indiano Dakota si troverebbe malissimo nella nostra società. Penso che da noi ci siano tantissimi rumori: telefoni che suonano ad ogni secondo, televisioni sempre accese, radio, macchine che sfrecciano, camion … Noi ci siamo abituati, ma per lui sarebbe un disastro, una vita impossibile. Per me è difficile stare in silenzio, soprattutto per lungo tempo e anche quando i miei amici parlano non riesco proprio a stare zitto. Quando vado per i campi penso che c’è una bellissima aria fresca e anche molto silenzio e mi piace tanto! Però se anche da noi si pensasse che chi non sa sedersi in silenzio e ascoltare è indietro con lo sviluppo lo saremmo tutti!A Eh sì! Come dicevo prima noi, qui, facciamo molto chiasso! Troppo, alle volte anche per pensare. Questa lettura mi è piaciuta molto e mi ha fatto anche tanto riflettere e pensare. TOMMASO Abbiamo letto una storia, raccontata da un indiano Dakota: Capo Orso, che riguarda il silenzio, l’educazione ed il comportamento dei bambini.

Nella tribù degli Indiani Dakota di Capo Orso si insegnava ai bambini fin da piccoli a stare in silenzio, ad utilizzare i sensi ed ascoltare i rumori della natura. Per i Dakota il silenzio era normale perché non esistevano i veicoli e quando c’era una malattia o una morte, il silenzio era una forma di rispetto e stima; ”silenzio” significava avere una forza molto grande. Nella mia società non ho mai visto un Indiano Dakota e penso che non si troverebbe bene. Per me, stare in silenzio non è facile perché nella nostra società siamo abituati a parlare molto e a fare tutto di fretta per cui è difficile fermarsi, pensare e a riflettere in silenzio con calma.Anche da noi ci sono posti dove ascoltare in silenzio, per esempio io li trovo in montagna dentro ai boschi e lontano dai centri abitati. Alle volte proviamo ad ascoltare il silenzio in classe o in palestra e sembra che tutto si fermi mentre tanti rumori scorrono attorno a noi. Ma dura poco, troppo poco! Quando capo Orso diceva “Un bambino che non sa sedere in silenzio è rimasto indietro nel suo sviluppo” per me voleva riferirsi all’incapacità del bambino di fermarsi un momento e riflettere sul suo comportamento ed ascoltare per imparare.

Alunni delle classi quarta